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Descrizione
Questa moneta in rame (manghir) è stata coniata al Cairo tra il 1603 e il 1605, sotto il regno del sultano ottomano Ahmed I. Si tratta di una moneta divisionaria di basso valore, caratteristica della circolazione monetaria corrente nelle province dell'Impero ottomano. Questo tipo è relativamente pesante per la sua denominazione, a testimonianza degli standard di coniazione in vigore presso la zecca del Cairo all'inizio del XVII secolo.
Ahmed I salì al trono nel 1603, all'età di tredici anni, succedendo a Mehmed III. Il suo regno ebbe inizio in un contesto di forti tensioni militari. La Guerra Lunga proseguiva in Ungheria contro gli Asburgo, mentre un nuovo conflitto opponeva l'Impero ottomano all'Impero safavide. In Egitto, le autorità ottomane dovevano inoltre fare i conti con la persistente influenza delle élite mamelucche locali, che conservavano un ruolo importante nell'amministrazione provinciale nonostante il dominio esercitato da Istanbul. Il Cairo rimaneva comunque un centro economico, commerciale e finanziario di primo piano, al crocevia degli scambi tra il Mediterraneo, il Mar Rosso e l'Oceano Indiano. Questa intensa attività spiega l'importanza della sua zecca, incaricata di rifornire una vasta regione di moneta corrente. Questa emissione si inserisce quindi in un contesto in cui l'Impero ottomano, impegnato su più fronti, cercava di mantenere la propria autorità e la stabilità economica delle sue province più ricche.
Questa emissione coniata al Cairo riflette l'integrazione dell'Egitto nell'economia imperiale, con la città che figurava allora tra le zecche più attive dell'Impero.
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