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Descrizione
Questa frazione di dirham in argento è stata emessa durante il regno del califfo fatimide al-Hakim bi-Amr Allah, che governò dal 996 al 1021.
Dal punto di vista monetario, questa emissione illustra un'evoluzione ben documentata della monetazione fatimide sotto al-Hakim. Se i mezzi dirham conservarono globalmente il loro standard ponderale tradizionale, le frazioni di valore inferiore presentano un'irregolarità crescente di peso e di fabbricazione. Parallelamente, il titolo in argento fu progressivamente abbassato, dapprima in Africa del Nord, poi nell'insieme dei territori fatimidi. Sul finire del regno, il degrado del biglione raggiunse un livello tale che le diverse frazioni diventavano talvolta difficili da distinguere le une dalle altre sulla sola base di criteri numismatici.
Al-Hakim bi-Amr Allah è uno dei sovrani più singolari della dinastia fatimide ismailita. Sesto califfo della stirpe, salì al potere all'età di undici anni ed esercitò la propria autorità dal Cairo, capitale fondata dai suoi predecessori. Il suo regno fu segnato da una politica religiosa oscillante, che alternava periodi di tolleranza a misure restrittive nei confronti di diverse comunità religiose, in particolare cristiane, ebraiche e sunnite. La distruzione della chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme nel 1009 costituisce uno degli eventi più significativi del suo regno e ebbe importanti ripercussioni sui rapporti tra il califfato fatimide e l'Impero bizantino. In Egitto, al-Hakim promulgò anche numerose regolamentazioni sociali e morali, talvolta percepite come rigide o imprevedibili. La sua misteriosa scomparsa nel 1021 rimane uno degli episodi più enigmatici della storia fatimide. La sua memoria conservò un posto particolare all'interno della comunità drusa, che lo considera una manifestazione divina.
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