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Il conio giapponese durante la modernizzazione imperiale
L'era Meiji (1868-1912) rappresenta un periodo cardine nella storia del Giappone, segnato da una rapida modernizzazione delle istituzioni politiche, economiche e industriali. Tra le principali riforme vi fu la trasformazione del sistema monetario. Prima del 1871, il paese utilizzava un complesso insieme di valute regionali ereditate dallo shogunato, rendendo difficili gli scambi. La riforma monetaria del 1871 introdusse lo yen, diviso in 100 sen, seguendo un modello decimale ispirato alle potenze occidentali.
Il nuovo conio imperiale combinava moderne tecniche di conio con simboli tradizionali giapponesi. Le prime emissioni in argento presentano uno stile molto riconoscibile: draghi imperiali, iscrizioni bilingue e una composizione equilibrata destinata sia alla circolazione interna che al riconoscimento internazionale del Giappone moderno.
In questo contesto apparvero le monete da 5 sen, piccole monete d'argento destinate alle transazioni quotidiane, ma oggi particolarmente ricercate per la loro qualità artistica e importanza storica.
Il 5 Sen Anno 10 dell'era Meiji (1877)
Due anni dopo, la moneta da 5 sen coniata nel 1877 conserva lo stesso tipo iconografico, ma illustra già i progressi tecnici compiuti dalla Zecca giapponese. I rilievi appaiono più regolari e la qualità del conio si stabilizza, segno di una produzione ormai meglio controllata.
L'anno 1877 corrisponde anche a un periodo storicamente importante, segnato dalla ribellione di Satsuma, l'ultima grande rivolta di samurai contro il nuovo potere imperiale. In questo contesto di transizione politica e sociale, le nuove monete d'argento hanno svolto un ruolo fondamentale nella stabilizzazione economica e nell'affermazione dell'autorità centrale.
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